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Epifani: “No all’uso della forza in Siria, l’unica soluzione è politica”

Epifani: “No all’uso della forza in Siria, l’unica soluzione è politica”

L’intervista di Lucia Annunziata al segretario democratico Guglielmo Epifani, alla Festa nazionale del PD, a Genova, è iniziata analizzando la gravissima situazione siriana.
“Il governo ha fatto una scelta giusta fin dal principio, dichiarandosi contrario all’intervento in Siria – ha detto in prima battuta Epifani – Oggi rispondere con bombardamenti e interventi militari aggraverebbe la situazione. Il rischio che corriamo è che si inneschi un incendio in tutta la regione, per gli interessi contrapposti che ci sono in quelle aeree, con ripercussioni sulla pace e sulla stabilità dell’intero Mediterraneo, nel quale, ricordiamo, siamo immersi fino in fondo.
Noi come PD – ci ha tenuto a sottolineare Epifani – siamo contrari all’intervento militare, non per coprire certo il regime di Assad, ma perchè l’unica soluzione è la politica, nel rispetto di tutti. E all’appello di Papa Francesco contro la guerra rispondiamo da Genova ‘che ci stiamo per intero'”. Epifani ha però evidenziato che “Il grande assente, nella gestione della crisi siriana è l’Unione Europea. E’ impossibile che anche su questo tema abbiamo 3 o 4 opinioni diverse, che non si riesca ad avere uno straccio di posizione comune”.

Decadenza di Berlusconi. “In uno stato di diritto degno di questo nome, ci sono dei principi che nessuno può valicare: il primo è che siamo tutti uguali davanti alla legge. Il secondo è nessuno è superiore alla legge. Inoltre, quando si arriva ad una sentenza definitiva, quella sentenza va fatta eseguire e va fatta applicare. Dobbiamo difendere il principio che la legge è uguale per tutti, altrimenti l’Italia diventa una Repubblica delle banane”. Epifani ha garantito che “il PD agirà in modo che la Giunta per le autorizzazioni del Senato, decida nei tempi giusti su Silvio Berlusconi, in modo da rispettare le garanzie di uno stato di diritto, ma evitando un “allungamento” indebito dei tempi.

Noi – ha precisato – non vogliamo apparire come coloro che fanno uso politico della giustizia. Ho visto il tentativo di spostare il problema di Berlusconi, come se riguardasse il Paese e le sue istituzioni. È chiaro che ci sia una implicazione politica in assoluto – ha specificato Epifani – ma riguarda solo il Pdl, tocca a loro risolvere il problema Berlusconi. Se il Pdl aprirà la crisi se ne assumerà la responsabilità davanti al Paese e non chiedano al governo o al PD di risolverlo – ha aggiunto – perchè noi non abbiamo titolo per farlo. Si avvicina il tempo in cui sarà Silvio Berlusconi e il Pdl a dover decidere una volta per tutte cosa intende fare davanti a questa vicenda”, ha concluso il segretario democratico.

Cosa chiedere al governo. “Innanzitutto il governo deve essere messo nelle condizioni di andare avanti, e se qualcuno staccherà la spina se ne assumerà la responsabilità davanti al Paese e a tutta la comunità internazionale”, ha detto Epifani, ringraziando il premier Enrico Letta per la la misura con cui sta gestendo l’esecutivo messo in difficoltà dal Pdl e da Berlusconi. “Noi non possiamo andare avanti a lungo con questa fibrillazione. L’atteggiamento del Pdl – ha chiarito – corrisponde alla tattica di cui di volta in volta si alterna il bastone e la carota. Una strategia che finisce per logorare l’azione del governo e rendere ancora più difficile governare”.

Sulle priorità del governo, Epifani ha definito quelle che pone il Partito democratico. “Tutte le risorse devono essere utilizzate per far ripartire gli investimenti e di conseguenza creare lavoro. Non possiamo lasciare indietro nessuno. Ripartiamo quindi dalla scuola e dall’insegnamento. Le scelte devono andare nella direzione giusta: verso il sociale, il lavoro e chi ha meno. Bisogna invertire la tendenza decennale di tagli all’istruzione e alla cultura, anche allentando il Patto di Stabilità. Noi – ha notato Epifani – siamo gli unici in Europa che continuiamo ad avere un dato negativo”.

Rapporti tra governo e PD. “Il PD – ha sottolineato il segretario – ha già accettato il compromesso sull’Imu e ora chiede che il governo accolga le sue richieste su economia e temi sociali. Non è accettabile che si dica che non ci sono più risorse per chi è in stato di necessità perché sono state date a chi non ne aveva bisogno per non pagare la rata dell’Imu”.

Maggioranza con M5S? “Ci sono alcune cose che ci distanziano dal M5S: da Grillo non ho sentito nemmeno una parola sugli attacchi ricevuti dalla ministra Kyenge. Non condivido poi la protesta dei deputati grillini e a loro ricordo che gli operai vanno sui tetti perché vogliono rivolgersi alle istituzioni, loro invece le rappresentano. Altro concetto che ci distanzia è quello di democrazia: l’idea di democrazia del M5S non è la nostra idea e penso che non sia la vera democrazia. Il collante che tiene insieme la democrazia si chiama partito politico”, ha affermato tra gli applausi Epifani. “Non conosco democrazia senza partiti e Grillo e non solo, se ne facciano una ragione”.
Ha concluso Epifani: “Mi ha colpito Grillo quando ha detto di voler andare subito al voto con il Porcellum, non si può tornare al voto con questa legge elettorale. E questa deve essere la nostra bussola. Prima di tornare al voto – ha notato Epifani – bisognerà cambiarla, altrimenti rischiamo, di trovarci di nuovo in una situazione di pareggio al Senato che impedirebbe di fare il governo del cambiamento di cui necessita il Paese”.

Congresso. “Vorrei che già all’Assemblea Nazionale non si parlasse solo di regole ma anche di quello che abbiamo discusso qui alla festa. Vorrei alla fine del percorso democratico avere un partito in cui non contano solo le persone ma anche le idee e i progetti, un partito unito con un segretario che sarà di tutte le democratiche e i democratici”, ha concluso il segretario chiudendo la festa nazionale del partito a Genova. “Speriamo tra un anno, alla prossima festa, di aver un partito unito forte e un Paese che ce la sta facendo”.

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